Scrivevano Spinelli e Rossi, già nel 1941, che una volta terminata la guerra “le forze conservatrici si presenteranno con una veste nuova, ma con la stessa sostanza”.
Si sarebbero dette pacifiste, democratiche, sociali… ma in realtà puntavano a restaurare i vecchi privilegi, a mantenere intatte le disuguaglianze e a bloccare il sogno di un’Europa nuova, libera, federale.
Non è incredibile quanto suoni attuale?
Il pericolo non è solo nei populismi espliciti, ma anche in chi si maschera da riformatore mentre scava trincee, rafforza i confini, frammenta i diritti.
L’Europa si costruisce con il coraggio della verità, non con la paura del cambiamento.
Abbiamo davvero imparato la lezione di Ventotene, o ci stiamo lasciando sedurre proprio da quelle “vecchie forze con la veste nuova?

Il Manifesto di Ventotene poggiato sulla pietra dell’isola da cui prese il nome. Sullo sfondo, il mare e l’alba simboleggiano la rinascita dell’Europa. Il filo spinato che si dissolve in colombe è il passaggio dalla prigionia della guerra alla libertà dell’unione.